Il Quartiere Miani

Storia del quartiere 1

Il colle Aventino ha due rilievi, uno più alto che dà sul Tevere e uno più basso a Sud Est, detto “Piccolo Aventino” o “Aventino Minore”, o anche “San Saba”, dal nome dell’antica basilica che vi sorge. Il Quartiere Miani si trova nella parte meridionale del Piccolo Aventino, stretto tra piazzale Ostiense, piazzale dei Partigiani, la ferrovia, viale Cristoforo Colombo e le mura Aureliane. La zona è sempre stata fuori dalla cinta muraria della Roma antica, sia nell’epoca repubblicana, quando le mura passavano dove poi sarebbero sorte le chiese di Santa Balbina e San Saba, che nell’epoca imperiale, quando l’imperatore Aureliano allargò l’area urbana inglobando anche le Terme di Caracalla (anno 275). La parte del colle dove attualmente sorge il Quartiere Miani era adibita a coltivazioni. Forse vi si possono collocare i famosi giardini, descritti da Plinio come adornati di statue greche, chiamati Horti Serviliani, perché furono regalati da Giulio Cesare a Servilia Cepione.

Storia del quartiere 2

Dove oggi si trova Viale Marco Polo correva una strada di campagna che, partendo dall’attuale porta San Paolo, collegava l’Ostiense con l’Appia. Ai piedi della collina, verso Sud, probabilmente un deposito di creta e detriti arrivava sino al fiume Almone. Di qui il nome originale della strada: Vicolo del Cretaccio. Poi il nome cambiò in Vicolo della Travicella e poi nuovamente in Via della Travicella. Rimase però sempre una strada di campagna che attraversava terreni agricoli e poderi. Nel corso dei secoli, l’unico cambiamento notevole nell’area avvenne quando venne ristrutturato un tratto delle mura Aureliane, nel XVI secolo. Papa Paolo III affidò l’opera ad Antonio da Sangallo (1483-1546), che tra il 1536 e il 1539 abbatté circa 400 metri di mura romane per costruire il bastione, destinato a proteggere la città dagli attacchi da Sud. Una mappa del 1721 mostra la discontinuità nella cinta muraria e la campagna circostante.

Storia del quartiere 3

L’urbanizzazione dell’area è piuttosto recente. Una foto del 1865, scattata dall'attuale Viale Giotto, dà l’idea di trovarsi ancora in aperta campagna, sia dentro che fuori le mura. Una foto scattata nel 1900 circa dal Monte Testaccio, che inquadra il Cimitero Acattolico, lascia intravedere la zona oltre la Piramide e la cinta muraria. Attorno ancora non vi sono che pochi edifici isolati.

Storia del quartiere 4

Ancora assente nei primi piani regolatori stabiliti dai Piemontesi dopo la presa di Roma nel 1870, il Quartiere Miani comincia ad acquisire una fisionomia solo all'inizio del Novecento, quando la città moderna è ormai giunta fino alle mura, con l’edificazione degli alloggi popolari di San Saba (1907). Nel piano regolatore del 1909, progettato da Edmondo Sanjust di Teulada, la parte di collina oltre le mura appare destinata all'edificazione di villini di due piani; presto però (1920) fu autorizzata la costruzione di palazzi più grandi.

Storia del quartiere 5

Negli anni Venti il quartiere appare abbozzato attorno a Via Miani, fino a Piazza Nicoloso da Recco. In una foto aerea del 1926 ca., scattata da Walter Mittelholzer, pilota e fotografo svizzero, si riconoscono: in alto il complesso delle Terme di Caracalla; a sinistra, oltre le mura, Viale Giotto e San Saba con le case popolari da poco costruite; al centro, adiacente alle mura, il grande edificio di Tata Giovanni, appena costruito; poi Via Giovanni Miani con pochi palazzi, e Piazza Nicoloso da Recco con un'unica costruzione.

Storia del quartiere 6

Un’altra foto area, scattata da un dirigibile attorno al 1929, mostra la Piramide e Porta San Paolo e, dietro, il grande edificio dei Padri Verbiti. A sinistra dell’edificio correva Via della Travicella. Intorno il terreno è ancora tutto agricolo.

Storia del quartiere 7

Il piano regolatore del 1931 prevede uno sviluppo dell’area intorno a Via della Travicella. Il primo passo fu la trasformazione, nel 1940, della vecchia strada in una arteria ad alto scorrimento denominata Viale Marco Polo. La mappa militare americana del 1943 mostra il tracciato ampio della nuova strada e le case che ancora non scendono oltre Piazza Nicoloso da Recco. Durante la Seconda Guerra Mondiale il Quartiere Miani fu colpito da almeno uno dei tanti bombardamenti anglo-americani su Roma, nel marzo del 1944. Dopo la guerra si ebbe un grande sviluppo urbanistico. Tra il 1965 e il 1969 venne costruita l’attuale chiesa di Santa Marcella, tra Piazza Nicoloso da Recco e Via Dandini.